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MANIFESTO FINALE  del Progetto "10 PIAZZE PER 10 COMANDAMENTI"
Dieci piazze per dieci comandamenti - Clicca per ingrandire...

Questo Manifesto finale del Progetto "10 Piazze per 10 Comandamenti" che consegniamo al nostro Paese, trae origine dalle domande e dalle attese di tanta gente che abbiamo incontrato nel nostro cammino, di città in città, lungo un tempo di 13 mesi.

Abbiamo voluto dare voce a migliaia di uomini e donne, noti e meno noti, che con noi hanno creduto, sperato e amato, piazza dopo piazza, comandamento dopo comandamento, e che con noi vogliono fecondare questo tempo di crisi dell'umano con una rinnovata vita spirituale e con un rinnovato idealismo cristiano.

Il Rinnovamento nello Spirito Santo non interrompe qui il suo cammino. Vorremo che altri proseguissero nel nostro impegno, con noi o senza di noi. Voglia lo Spirito di Dio suscitare ancora profeti di un tempo nuovo, testimoni di una nuova umanità, di una nuova fraternità umana ispirate alle leggi d'amore di Dio.

E davvero... l'Amore dia senso alla nostra vita!

I COMANDAMENTO

Io sono il Signore Dio tuo

Accogliendo questo comandamento, noi rinnoviamo la nostra fede in Dio che è Padre, venuto a noi nel Figlio Gesù, vivente in noi mediante lo Spirito Santo. Noi crediamo che il nome di Dio è amore; che in Lui è la vera vita sulla terra e sarà anche la nostra vita eterna in cielo.

A tutti i credenti

Facciamo appello a tutti i credenti, perché insieme alla tutela dei diritti dell'uomo si procurino prima, sempre e in ogni luogo di custodire e far rispettare i diritti di Dio, Creatore dell'uomo, Signore della storia, Misericordia infinita. Sia fatto conoscere che ogni amore, per il prossimo e per se stessi, discende dall'Amore di Dio.

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Non avrai altro Dio all'infuori di me

Accogliendo questo comandamento, noi rinunciamo ad ogni forma di idolatria, alla tentazione di sfidare Dio e di offuscarne bellezza e bontà. Non vogliamo fabbricare dei a nostra immagine e somiglianza, dei che non possono salvare e che immiseriscono l'uomo.

Appello agli operatori del mondo della cultura e dell'educazione, del mondo della tecnica e della scienza

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo della cultura e dell'educazione, del mondo della tecnica e della scienza, perché il bene grande della ragione e dell'intelletto siano usati al servizio dell'uomo e non per asservirlo a ideologie e idolatrie. Chiediamo che la centralità dell'uomo nel creato e la promozione della sua dignità integrale e trascendente siano poste a base della costruzione del bene comune e del progresso umano.

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II COMANDAMENTO

Non nominerai il nome di Dio invano

Accogliendo questo comandamento, noi ci impegniamo a procurare a Dio, con la nostra vita, onore e non disonore, lode e non bestemmia. Il nome di Dio è salvezza, misericordia, giustizia e pace; altri nomi non gli appartengono; altri nomi sfigurano il Suo volto.

Appello ai sacerdoti

Facciamo appello a tutti i sacerdoti, perché testimonino con gioia il privilegio di essere mediatori di Dio, senza conformarsi allo spirito del mondo, confidando nella sorprendente assistenza dello Spirito Santo. Ad ogni uomo, specie ai più deboli e lontani da Dio, sia annunciato il Vangelo di Gesù, mostrata la Sua opera di salvezza, proposta l'esperienza del Suo amore.

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III COMANDAMENTO

Ti ricorderai di santificare le feste

Accogliendo questo comandamento, noi vogliamo onorare la domenica come giorno del Signore, come tempo del riposo e come spazio di amicizia e di solidarietà. Ai nostri figli vogliamo insegnare l'amore per le sante tradizioni e alimentare in loro la memoria del passato.

Appello agli operatori del mondo del lavoro e del volontariato sociale

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo del lavoro e del volontariato sociale, perché rispettino e facciano rispettare il giorno del riposo settimanale, in primis la domenica. Chiediamo che l'uomo non sia valutato solo per la produzione di beni materiali, ma anche spirituali e relazionali, che sia difeso il diritto al lavoro, con condizioni eque e sostenibili, e che la festa, anche per chi non crede, sia il tempo per la cura di sé, dei propri cari, di chi invoca aiuto.

IV COMANDAMENTO

Onorerai Tuo padre e Tua madre

Accogliendo questo comandamento, noi ribadiamo che "padre e madre" sono un uomo e una donna che generano alla vita dei figli e con essi formano una famiglia. "Uomo e donna" diversi per natura, che nel matrimonio possono vivere l'esperienza dell'amore di Dio come dono e impegno.

Appello alle famiglie

Facciamo appello a tutte le famiglie, perché non rinuncino mai a sentirsi protagoniste in forza della loro soggettività sociale e della loro insostituibile missione educativa, contando sul mutuo sostegno e sulla ricchezza intergenerazionale. Chiediamo che le coppie facciano prevalere la riconciliazione sulla separazione, che i figli rispettino i loro genitori con uno stile di vita attento alle virtù, e che i nonni siano valorizzati per la loro esperienza e si facciano difensori dell'amore procreativo di un uomo e di una donna.

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V COMANDAMENTO

Non ucciderai

Accogliendo questo comandamento, noi confessiamo il nostro amore per la vita, da difendere e da alimentare sempre, vita che mai può essere mortificata o messa a morte. Ed esprimiamo il nostro orrore per i crimini contro l'uomo, per ogni forma di sopraffazione, violenza e guerra.

Appello agli operatori del mondo medico e socio-sanitario

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo medico e socio-sanitario, perché riconoscano nel sofferente e nel disabile una richiesta di vita e non di morte, un supplemento di compassione e di silenzio dinanzi al mistero insondabile della vita umana. Chiediamo che sia rispettata l'obiezione di coscienza, senza discriminazioni, dinanzi a pratiche mediche che provocano accanimento, manipolazione e dominio sul corso della vita, dal concepimento al compimento.

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VI COMANDAMENTO

Non commetterai atti impuri

Accogliendo questo comandamento, noi affermiamo il valore della purezza dell'anima e del corpo, dei pensieri e delle opere, considerando come "impure" tutte le violazioni della dignità dell'uomo, dallo sfruttamento del corpo e ad un uso improprio della sessualità.

Appello ai giovani

Facciamo appello a tutti i giovani, perché siano difensori della bellezza dell'anima e del corpo, dell'amore non banalizzato a pratica di consumo. Chiediamo che sia promossa nei media, nelle scuole, nelle famiglie, nelle parrocchie, un'educazione alla corretta sessualità e che non si abbia vergogna di indicare nella purezza una ricchezza morale, un antidoto all'involgarimento corrente dei costumi.

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VII COMANDAMENTO

Non ruberai

Accogliendo questo comandamento, noi crediamo che Dio è Provvidenza per tutti. A noi spetta essere generosi e non avidi, perseguire la gratuità, il non attaccamento al denaro, la donazione di sé. E non sottrarre i beni che sono di un altro, impoverire la sua dignità, rubare il suo futuro.

Appello agli operatori del mondo economico e finanziario

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo economico e finanziario, perché favoriscano una nuova fiducia sociale fondata su comportamenti etici, non speculativi e non volti alla ricerca del mero profitto. Chiediamo che ci sia una equa distribuzione delle ricchezze, che si freni l'insorgenza di nuove povertà e che la società civile, nei suoi corpi intermedi, non sia privata di risorse economiche per la crescita delle comunità e lo sviluppo delle buone prassi.

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VIII COMANDAMENTO

Non dirai falsa testimonianza contro il tuo prossimo

Accogliendo questo comandamento, noi crediamo nel potere liberante della verità, nel primato della coscienza che reclama coerenza e trasparenza di vita. Vogliamo rifuggire dalle chiacchiere, dalle maldicenze, dalle calunnie e dalla bugie, difendendo da ogni errore la verità su Dio e sull'uomo.

Appello agli operatori del mondo del diritto e della giustizia

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo del diritto e della giustizia, perché s'impegnino a difendere la verità, sempre, senza riduzioni di senso, senza condizionamenti ideologici o di parte. Chiediamo che sia promossa la giustizia sociale insieme a quella civile e penale e che la buona reputazione delle persone, la loro dignità familiare e sociale non siano mai messe a repentaglio da giudizi sommari e al fine ingiusti.

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IX COMANDAMENTO

Non desidererai la donna del tuo prossimo

Accogliendo questo comandamento, noi affermiamo il valore della fedeltà coniugale e della castità sulla bramosia del piacere. Guardando alla tipicità del "femminile", rifiutiamo ogni svilimento della dignità della donna, ogni forma di violenza e discriminazione che la colpiscono.

Appello agli operatori del mondo della comunicazione

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo della comunicazione, perché evitino ogni rappresentazione strumentale o distorta della realtà, in ossequio ad una tendenza diffusa ad alimentare desideri irreali, ad una cultura dell'immagine e della simulazione che mutano la verità delle cose. Chiediamo, in special modo, che la donna non sia cosificata e che la sua dignità non venga immiserita.

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X COMANDAMENTO

Non desidererai le cose del tuo prossimo

Accogliendo questo comandamento, noi ribadiamo il bene grande della fraternità, della condivisione dei beni, del rispetto del prossimo, della compassione umana. Vogliamo rifuggire dall'invidia, dall'avarizia, dalla schiavitù del possedere le cose, specie quelle che non ci appartengono. 

Appello agli operatori del mondo della pubblica amministrazione

Facciamo appello a tutti gli operatori del mondo della pubblica amministrazione, perché s'impegnino a testimoniare l'onestà e il servizio alla gente come prime espressioni di una credibile responsabilità civile e politica. Chiediamo l'umiltà di anteporre il bene comune agli interessi personali e di considerare imprescindibile una vera libertà dal potere per custodire i beni altrui, della comunità, dello Stato.

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(07.10.2013) 

 


Si riparte con MILANO l'8 giugno 2013 alle ore 20.30

Video-Messaggio di Papa Francesco

I Dieci Comandamenti non sono “limitazioni alla libertà” ma un “‘sì’ all’Amore”. Questo il cuore del videomessaggio di Papa Francesco - circa 8 minuti - trasmesso ieri sera in piazza Duomo a Milano, nell’ambito dell’iniziativa “10 Piazze per 10 Comandamenti”.

“Diamo fiducia a Dio! Fidiamoci di Lui! I Dieci Comandamenti ci indicano una strada da percorrere, e costituiscono anche una sorta di ‘codice etico’ per la costruzione di società giuste, a misura dell’uomo”.

I Dieci Comandamenti, prosegue il Pontefice, ci insegnano “a vivere il rispetto per le persone, vincendo l’avidità di potere, di possesso, di denaro, ad essere onesti e sinceri nei nostri rapporti, a custodire l’intera creazione e a nutrire il nostro pianeta di ideali alti, nobili, spirituali”. Fondamentalmente i Dieci Comandamenti sono “una legge d’amore”. E mentre Mosè è salito sul Monte per ricevere da Dio le tavole della Legge, Papa Francesco sottolinea che Gesù compie il percorso opposto, cioè “scende nella nostra umanità per indicarci il senso profondo di queste Dieci Parole: Ama il Signore con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e il prossimo come te stesso”. Il Comandamento dell’Amore è quindi quello che “porta in se tutti i comandamenti”, il cui cuore, infatti, sta proprio nell’Amore “che viene da Dio e che dà senso alla vita”, “che ci fa vivere non da schiavi, ma da veri figli”, “che anima tutte le relazioni: con Dio, con noi stessi – spesso lo dimentichiamo – e con gli altri”. “La vera libertà - aggiunge - non è seguire il nostro egoismo, le nostre cieche passioni, ma è quella di amare, di scegliere ciò che è bene in ogni situazione”:

“I Dieci Comandamenti non sono un inno al “no”, sono sul “sì”. Un “sì” a Dio, il “sì” all’Amore, e poiché io dico di “sì” all’Amore, dico “no” al non Amore, ma il “no” è una conseguenza di quel “sì” che viene da Dio e ci fa amare. Riscopriamo e viviamo le Dieci Parole di Dio! Diciamo “sì” a queste ‘dieci vie d'amore’ perfezionate da Cristo, per difendere l’uomo e guidarlo alla vera libertà!”.

 

VEDI IL VIDEO VERONA

(solo 4 minuti) 15 SETT. 2012 (CLICCA SU VEDI)

 

VEDI IL VIDEO NAPOLI 

15 SETT. 2012 (CLICCA SU VEDI)

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VEDI IL VIDEO Roma 8 settembre  (clicca)

Mons. Rino Fisichella (da 0:13:40 a 0:16:22) ha detto, fra l'altro, che questi "sono eventi che ci riportano a Pentecoste, quando i discepoli aprirono le porte della casa dove si erano rinchiusi per paura ed andarono per le piazze ad annunciare la resurrezione di Gesù. Anche oggi ci sono tante persone che attendono il vostro annuncio e la vostra testimonianza." E conclude: "Gesù di Nazaret è l'amore di Dio che diventa visibile, si rende concreto, vicino, presente a ciscuno di noi. È di questo amore che l'uomo di oggi va in cerca e ne ha profondo bisogno. Ma questo amore che diventa visibile là in quella donazione totale che Dio dà di sé stesso, un amore completamente gratuito che non richiede nulla in cambio, che dura per sempre, questo amore siamo portati a portarlo come Chiesa agli uomini del nostro tempo, perché questo amore dà veramente senso alla vita."

L'intervento del card. Agostino Vallini (da 0:22:11 a 0:32:21) è da vedere integralmente e dura circa 10 minuti. Sinteticamente: "Solo nella rivelazione di Dio, l'uomo comprende se stesso".

L'intervento del Santo Padre Benedetto XVI (da 1:10:10 a 1:15:07) è da vedere anch'esso integralmente e si conclude con la benedizione.

NB: I numeri (da.. a..) indicano i tempi indicati sul video per portare il cursore sulle parti interessanti

 

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QUESTE LE NUOVE DATE E LE CITTA' AL MOMENTO COINVOLTE

L’evento, di portata nazionale, accompagnerà lo svolgimento dell’Anno della Fede tra il 2012 e il 2013. Si svolgerà in dieci principali città d’Italia e a Roma a partire da settembre 2012, proprio alla vigilia dell’Anno della Fede.

In particolare, le città in cui si darà avvio al progetto “Dieci Piazze per Dieci Comandamenti” saranno tre:

  • Roma, 8 settembre 2012, Piazza del Popolo

    Nella città del Papa verrà annunciato a mo’ di proemio la prima parte del primo comandamento “Io sono il Signore tuo Dio”, ribadendo il tema generale del Progetto “Quando l’Amore dà senso alla tua vita…”.
     

  • Napoli, 15 settembre 2012, Piazza del Plebiscito

    Sarà la città del IV comandamento “Onora il padre e la madre” abbinato al V Pellegrinaggio delle Famiglie per la Famiglia che verrà celebrato a Napoli in occasione dell’evento in piazza.
     

  • Verona, 15 settembre 2012, Piazza dei Signori

    Verona sarà il II Comandamento “Non nominare il nome di Dio invano” ad essere annunciato e attualizzato.

La "maratona di evangelizzazione" nelle piazze continuerà nelle altre città italiane - TORINO, PALERMO, BARI, CAGLIARI, FIRENZE, GENOVA, MILANO E BOLOGNA - per concludersi nei mesi di giugno e settembre 2013.

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10 Piazze per 10 Comandamenti è un evento nazionale promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo in occasione del 40° anniversario della sua nascita in Italia.

Il progetto è patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sotto l’egida della Conferenza Episcopale Italiana, alla vigilia del Sinodo speciale sulla “nuova evangelizzazione” indetto da Papa Benedetto XVI.

Ciascuna città tratterà un comandamento oltre al comandamento nuovo dell’Amore: infatti il tema generale assegnato all’iniziativa - “Quando l’Amore dà senso alla tua vita…”. L’idea della manifestazione è venuta partendo dal fatto che i dieci comandamenti sono conosciuti da tutti, ma di fatto nessuno sa dirli ... il presidente Salvatore Martinez ironizza affermando che qualcuno li ricorda così ... “non rubare al padre e alla madre”.

Sarà quindi un fine estate “caldo” per i vescovi italiani che si troveranno a dirigere queste piazze intervenendo su un Comandamento assegnato. In tutte le piazze, nel contesto della preghiera, musica e danza, verranno letti brani ispirati ai comandamenti: spazio speciale verrà dato al il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI.

Ma a chi è diretta questa iniziativa? Non credo solo per il popolo del RnS.

Vorrei fare un passo indietro di qualche mese qui a Firenze: a marzo c’è stato un incontro preparatorio per la settimana sociale che la Conferenza Episcopale Toscana terrà nel maggio 2013. Invitate le “aggregazioni laicali”. Chi, direte? ... e avete ragione perché quasi nessuno conosce il termine e solo internet può aiutare fornendo l’elenco di tutte le associazioni cattoliche con statuto riconosciuto dalla CEI: dalle Misericordie agli scout, dai movimenti ai sacerdoti ...ci sono proprio tutti!! E allora non era meglio dire TUTTI e nelle parrocchie allargare le bacheche per far capire meglio cosa era in gioco? E quindi partecipare!

Questo alla basilica di San Lorenzo ce l’ha spiegato benissimo un relatore siciliano, tutto fuoco, che ci ha posto il problema se vogliamo renderci disponibili a fare da puntello ad una diga che poi sicuramente cadrà ... o piuttosto a cambiare il modo di pensare della nostra società.

Facciamo un esempio: la Chiesa condanna le convivenze, mentre per la nostra società sono ormai considerate normali. Allora si preferisce star lì a condannare o piuttosto a spiegare i perché è dannosa e magari variare come la nostra società valuta l’argomento?

Ma chi pesa su ciò che pensa la società civile? Non la Chiesa ormai, non la gente, piuttosto direi un gruppetto di intellettuali che di mestiere fa questo, giornalisti compresi.

Qualche anno fa sui giornali, nel mese di maggio, tutti i giorni si discuteva dei DICO. Poi una manifestazione di massa a Roma di oltre un milione di persone, il Family Day, ha quasi cancellato in un giorno solo l’argomento: come è stato possibile? Il giorno dopo si è capito infatti che la nostra società pensava altro e se ne è preso atto. (Io tuttavia rimango dell’idea che gli argomenti vadano affrontati e non cancellati).

 

I 10 Comandamenti oggi sono vissuti come un peso inutile, come il retaggio di una società non più al passo coi tempi, come pensieri limitanti. La società deve invece riscoprirli nel suo valore autentico, base del nostro modo di vivere oggi così come lo è stato ieri.

Auguriamoci che quindi scendano in piazza le parrocchie, gli oratori, le associazioni tutte, in una festa che ribadisca il nostro diritto di manifestarci in modo cristiano.

 

                                                                               Firmato Franco Severi

 

Partecipa a questo grande evento di popolo nella piazza a te più vicina! Guarda le date.

http://www.diecipiazze.it/pagine/Evento.htm

Questi i Comandamenti:

  1. Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio all'infuori di me.
  2. Non nominare il nome di Dio invano.
  3. Ricordati di santificare le feste.
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere atti impuri.
  7. Non rubare.
  8. Non dire falsa testimonianza.
  9. Non desiderare la donna d'altri.
  10. Non desiderare la roba d'altri.. 

    Esodo 20:2-17

    [2] "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: 
    [3] non avrai altri dei di fronte a me. 
    [4] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 
    [5] Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 
    [6] ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. 
    [7] Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. 
    [8] Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 
    [9] sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 
    [10] ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 
    [11] Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. 
    [12] Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. 
    [13] Non uccidere. 
    [14] Non commettere adulterio. 
    [15] Non rubare. 
    [16] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. 
    [17] Non desiderare la casa del tuo prossimo. 
    Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo". 

I Comandamenti riguardando i rapporti tra l’uomo e Dio e tra l’uomo ed il suo prossimo, sono subito diventati la base delle società antiche. Ancora oggi non sono forse la base giuridica di qualunque società moderna?

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Mons. Rino Fisichella del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione riassume così l’iniziativa:

… La nuova evangelizzazione è la missione stessa che Gesù Cristo ha affidato alla sua Chiesa, perché il Vangelo fosse conosciuto dovunque e da tutti. Pentecoste indica la forza dello Spirito che spalanca le porte della casa dove i discepoli erano rinchiusi per paura e timore, donando forza e coraggio per l’annuncio della risurrezione. I cristiani di questi decenni non possono pensare di rimanere rinchiusi nelle loro chiese. Certo, tra queste mura troverebbero sicurezza e sostegno, ma così facendo renderebbero vana la Pentecoste. E’ il tempo, quindi, di spalancare le porte e non avere timore. Portiamo con noi una parola che dà senso alla vita dell’uomo e per questo non possiamo fermarci dinanzi agli ostacoli che ogni epoca ha conosciuto. Anche il nostro tempo conosce ostacoli che si frappongono all’annuncio del Vangelo, non per questo possiamo fermarci. Questo evento consente di verificare che l’esigenza per trovare nuove forme di evangelizzazione non solo è reale, ma anche possibile e fattiva. Non si intende invadere la piazza; piuttosto si vuole fare della piazza ciò che essa indica: uno spazio dove ci si incontra, ci si fa conoscere e si esprime la nostra storia e identità. Il valore simbolico che la piazza possiede, d’altronde, merita di essere sottolineato soprattutto in Italia che ne è stata la prima ideatrice. Qui si comprende, meglio che altrove per la storia che si possiede, il significato della piazza. Essa è il centro vivo della città e il luogo aperto dove la comunità cittadina ritrova se stessa e le proprie tradizioni. Per molti versi, è l’emblema dell’intera vita sociale dove la fede, la politica, l’economia, l’arte e la cultura in genere trovano accoglienza. In un periodo in cui l’oblio sembra estendersi in modo drammatico su tanti eventi e contenuti della storia, presentare i dieci comandamenti nella piazza equivale a ravvivare la memoria, perché permanga come vigile coscienza su come vivere il presente. Sarà un modo, inoltre, per far comprendere la ricchezza di cultura che portiamo con noi e per aiutare a riflettere sui contenuti che sono patrimonio condiviso e trasmesso da intere generazioni. La piazza in questo modo tornerà a rivivere anche dal punto di vista della trasmissione della fede come spazio vitale che ha visto una condivisione di valori e di impegno comune della comunità cristiana e di quella civile.

Questo evento, per molti versi, si pone sulla stessa linea della missione metropoli che si è da poco conclusa con risultati fortemente positivi in 12 città europee e anticipa altre iniziative che troveranno spazio durante l’Anno della fede. Dieci diocesi si ritrovano nello stesso tempo ad offrire un segno di unità, di riflessione e di collaborazione reciproca. Una catena invisibile tiene unite le città perché diventino quasi le nuove tavole su cui vengono impresse le dieci parole che hanno segnato la storia del popolo ebraico e del mondo cristiano. Riflettere sui 10 comandamenti, d’altronde, non è un’impresa da poco, soprattutto in un periodo in cui i contenuti fondamentali della fede sono poco conosciuti e la cui ignoranza e inosservanza creano non pochi problemi nel vivere comune e sociale. Questi comandi che trovano riscontro nella saggezza di tanti popoli perché riflettono la legge naturale impressa nel creato e nel cuore di ogni uomo, saranno riletti alla luce di Gesù Cristo che ha compiuto la legge antica, aprendo la strada alla nuova legge delle beatitudini. In questo modo, la fede si ripropone in maniera sempre nuova e capace di rispondere alle sfide che una mutata situazione di vita e di cultura richiedono. Siamo dinanzi, infine, a una positiva provocazione che impone, comunque, in primo luogo ai credenti un serio esame di coscienza per considerare il loro stile di vita e la credibilità del loro impegno nel mondo contemporaneo.

Siamo convinti che un evento come questo possa trovare riscontro nel futuro in altre Chiese in Italia e nel mondo, per rendere altre piazze sorgente di sempre nuove forme di evangelizzazione e strumento di rinnovamento della società. E’ un’iniziativa, quindi, che tende a comporre il mosaico della nuova evangelizzazione nella complementarità con altri eventi. Per alcuni versi, avremo un’introduzione significativa al Sinodo dei Vescovi dedicato alla nuova evangelizzazione e trasmissione della fede. Il contributo che emergerà da questo evento sarà in grado di evidenziare durante i lavori sinodali che molte iniziative di nuova evangelizzazione sono già in atto nella Chiesa e attendono di essere condivise e raccolte in un progetto comune per esprimere ancora ai nostri giorni la bellezza della fede.

                                                                                                + Rino Fisichella

Roma 13 aprile 2012 - Sala Marconi (Radio Vaticana)

 

La versione integrale: 

http://www.diecipiazze.it/pagine/News/RiflessioneMonsFisichella130412.htm

 

martedì 14 agosto 2012 10:11:00