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Il sito della Divina Misericordia - Firenze

da Franco, agosto 2012                   Commenti (0)

 

Ho letto su internet l’esternazione di uno che diceva di "essere per Satana": Dio è muto, Dio è immobile e … mantiene l’ordine costituito!

 

Lì per lì ho avuto un sobbalzo … poi ho pensato a me qualche anno fa … e mi sono deciso di raccontare la mia storia … perché anche per me Dio era muto, non parlava!

A me piaceva Gesù risorto … la passione e la croce mi sembravano troppo truci e tristi per meritare attenzione.

 

Poi un giorno un’occasione diversa, un’adorazione “speciale” in una chiesa di Firenze con la presenza dell’immagine di Gesù Misericordioso. Le foto della chiesa sono quelle riportate nella Home page in fondo: le luci completamente spente ad eccezione di faretti che illuminavano l’ostensorio e l’immagine. Noi tutti in fila in attesa nel buio totale … ogni tanto il primo della fila si staccava per entrare nella luce per inginocchiarsi davanti all’altare. Questa attesa quasi snervante (la persona che si inginocchiava sembrava ci stesse un’eternità …) stava producendo i suoi effetti … dapprima fastidio, poi timore, poi il cuore comincia a battere e vibrare … che stava succedendo?

Per il mio cuore questo è stato una specie di “ammollo” … si, proprio quello che conoscono tutte le casalinghe e che è così efficace nel rimuovere lo sporco ostinato.  Non dico cosa ho vissuto in quei pochi attimi (chi mi precedeva all'adorazione, mi sembrava che ci mettessero ore) che è toccato a me: un aggrovigliarsi di emozioni, di sensazioni forti. Per tre notti il mio sonno è stato agitato… poi tutto sembrava tornato nella normalità.

 

Vorrei a questo punto citare padre Raniero Cantalamessa (La sobria ebbrezza dello Spirito pag 75-76) non per il gusto di raccontare le cose al contrario, ma per far capire che tutto si stava svolgendo nella normalità delle previsioni e delle tradizioni della Chiesa secondo una traccia del copione già scritta. Ma io allora non lo sapevo e neppure l’avrei mai immaginato!

Dice padre Raniero:

La Chiesa non si smentisce, Gesù non si smentisce, per venti secoli i santi si sono santificati così. All’inizio del cammino spirituale, la grazia si fa sentire con doni e consolazioni grandi, al fine di staccare la persona dal mondo e farla decidere per Dio: ma in seguito, una volta distaccata dal mondo, lo Spirito spinge tali persone a incamminarsi per la “via stretta” del vangelo, la via della mortificazione, dell’obbedienza, dell’umiltà. Non si vede perché oggi il Signore debba aver cambiato radicalmente metodo e fare i santi attraverso una via diversa, lastricata di dolcezze ed esperienze esaltanti, dall’inizio alla fine. Non si vede perché e come possa farli passare di gloria in gloria, senza farli passare di croce in croce. … Gesù ha detto: “Dai frutti li riconoscerete”, e i frutti di cui parla sono quelli dello Spirito: amore, gioia, pace,benevolenza, pazienza, umiltà, obbedienza …

 

 

Un mese dopo vado a Rimini alla convocazione annuale del Rinnovamento dello Spirito ed era la prima volta che optavo per l’intero periodo. L’ultimo giorno ad un’ora dalla chiusura del meeting ho invitato un amico a seguirmi nella cappella, la stessa che aveva visto il giorno prima padre Raniero insegnare ad oltre 500 sacerdoti il canto in lingue per dare ali, forza e corpo alla preghiera.

Con sorpresa ho visto che non c’era più la porta, gli operai avevano rimosso la moquette e asportato tutti i drappi, era rimasto solo il crocifisso su una parete di un capannone di una fiera (Gesù si manifesta nella normalità senza bisogno di strutture particolari).

Il mio amico dice: strano ... il rumore non mi dà più fastidio! Io propongo di allargare le braccia e chiedere ... in quell’istante una dolcezza indimenticabile, impossibile da descrivere ha riempito il mio cuore ... e un’attrazione irresistibile, quasi un raptus, mi ha portato a baciare i piedi del crocifisso.

Poi ho detto al mio amico che dovevamo andare via ... a metà di un salone vuoto mi sono girato, ma nessuno mi seguiva. Sono tornato indietro. Quando sono rientrato ho capito in un attimo che neppure un fatto così straordinario era stato capace di convertirmi ... gli altri erano tutti rimasti, in fila, distesi a terra come i seminaristi all’ordinazione, tutti sdraiati sul cemento polveroso del pavimento, in adorazione. Normalmente Dio parla singolarmente come capita ai veggenti, ai miracolati ... qui Gesù, per convertirmi, aveva dovuto “abbracciare con dolcezza” un intero gruppo di persone, in modo anche che capissi in modo chiaro e definitivo che quella non era stata solo una mia suggestione o predisposizione psicologica: era tutto vero e reale! Io, solo io, ero l’unico che di fronte a questo scenario se n’era andato ...!!!

Il mio amico per un mese e mezzo ha  fatto da manifesto viaggiante con la sua faccia ora dolce.

Un episodio del genere va capito bene e vissuto in umiltà per essere positivo. Per la prima volta nella mia vita avevo allargato le braccia davanti ad un crocefisso: prima non ci avevo mai pensato. E tu l’hai mai fatto? … .

Poi a freddo mi è arrivato lo schiaffo di sapere che ero all’inizio del mio cammino … fino ad allora avevo fatto il ballo del mattone!  

Che cosa è cambiato il giorno dopo? Nulla o quasi se non la certezza che Dio è lì impaziente di parlarti, è lì vivo in attesa di un tuo cenno. Per il resto tutto uguale … stessa predisposizione al peccato … stessa visione della vita … tutto uguale!

 

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Con quel primo sì, Gesù aveva cominciato a comunicare al mio cuore: il mio cuore di pietra stava diventando di carne! Ma mai avrei immaginato il seguito: nel mese successivo mi ha presentato ad uno ad uno tutti gli stigmatizzati senza che lo potessi prevedere, in modo rocambolesco. Quando la cosa si è fatta evidente io dicevo: Gesù mi stai intimorendo, non sono ancora pronto!

Ho iniziato con San Francesco con una gita di tre giorni alla Verna programmata con un anticipo di sei mesi.

La settimana seguente ero a Borgo S. Lorenzo alla chiusura dell’anno della Scuola di evangelizzazione di strada di don Gianni Castorani ... pensavo ad una festa ... invece il rettore del seminario di Firenze, mons. Stefano Manetti ha illustrato mattina e pomeriggio la vita di santa Maria Maddalena dei Pazzi. La santa fu sepolta in una parete dove due anni dopo, per una fuoriscita di acqua, dovettero riaprire: sorpresa era tutto marcio ma il corpo perfettamente conservato ad esclusione di una piccola macchietta sul labbro! La santa fu messa in una teca di vetro in cui è tuttora. E così di stigmatizzato in stigmatizzato ...

Ma passiamo all’ultimo caso che ci dimostra la non casualità  … eravamo sulla Firenze- Mare verso Rosignano. Ad un certo punto un cartello autostradale ci invita ad uscire per blocco della circolazione per grave incidente. Usciamo a Montecatini seguendo la strada verso Pisa così come la indicava il navigatore. Arrivati a Lucca ci si deve fermare perché ci sono troppi autobus carichi di paracadutisti. Mia moglie mi dice che siamo al monastero di Santa Gemma … santa chi? Scopriamo che santa Gemma è la patrona dei paracadutisti. Scendiamo (obbligatoriamente visto che non si passa).  Nel negozio di souvenir annesso al monastero incontriamo una persona di Firenze che conoscevamo e che ci parla di padre Alfredo Pallotta che è stato lì per 13 anni. Compro una cassetta di suor Gemma … una cassetta ad orologeria la definirei … Appena in auto la inserisco nel lettore …non riesco a trattenere le lacrime, non un pianto vero, ma una commozione interna … la cosa mi innervosisce non poco. E' in quel momento che mi viene una idea disastrosa … se sento questo nastro 10 … 20 volte poi mi annoierà!!  Questo succede anche col film più bello! Dopo 20 giorni che sento quel nastro tre o quattro volte al giorno (ero in vacanza) mi commuove solo l’idea di sentire il nastro … anzi mentre all’inizio solo la prima parte poi tutto e soprattutto le estasi!

Direte è un caso!! … può esser un caso una cosa del genere? … penso proprio di no!!! E allora? Non conosco i piani di Gesù … forse voleva solo abbassare il mio orgoglio … l’alterigia di voler comandare i miei sentimenti! Questo è tutto … ma poi si entra nella vita personale ed è meglio spengere i riflettori! Dirò solo a questo punto che il Signore mi ha procurato altre prove che, in modo inaspettato, ho potuto superare bene grazie alla fedeltà al culto della Divina Misericordia (magari oggetto di un’altra testimonianza). E qui va forte il mio ringraziamento a tutti i sacerdoti che mi sono stati vicini, che mi hanno sostenuto, che hanno "testato" con me la grandezza del culto della Divina Misericordia.

 

La nostra vita quindi cambia di sì in sì e solo ogni volta che abbiamo il coraggio di affidarci alla sua Misericordia.

La Porziuncola ad Assisi, il luogo prediletto del Signore, un altro passaggio recentissimo della mia vita: lì ho chiesto il “cambiamento del cuore”. Cosa è variato dal giorno dopo? Molto questa volta … un dolore intenso per tutte quelle situazioni non giuste … in automatico si sono spenti molti desideri … una tappa anche questa, a disposizione di tutti, da "vivere" con il cuore in mano e non da turista. 

 

Gesù aspetta anche il tuo sì!!! Glielo vuoi dire con cuore aperto “affidandoti” a Lui? 

 


 

Tutti noi abbiamo paura di cambiare  e vorremo che tutto fosse secondo i nostri piani. È normale così, perché è nella nostra natura resistere. Così è successo anche a santa Faustina ... ma lei ha poi saputo affidarsi in modo totale ... l'unico modo perché fosse poi la grazia a prendere il sopravvento. 

Ci dice santa Faustina nel Diario:

(Diario 9) Il richiamo continuo della grazia era per me un gran tormento, però cercavo di soffocarlo con i passatempi. Evitavo d'incontrarmi con Dio intimamente e con tutta l'anima mi rivolgevo verso le creature. Ma fu la grazia di Dio ad avere il sopravvento nella mia anima. Una volta ero andata ad un ballo con una delle mie sorelle. Quando tutti si divertivano moltissimo, l'anima mia cominciò a provare intimi tormenti. Al momento in cui cominciai a ballare, scorsi improvvisamente Gesù accanto a me, Gesù flagellato, spogliato delle vesti, tutto coperto di ferite, che mi disse queste parole: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?». All'istante si spense l'allegro suono della musica; scomparve dalla mia vista la compagnia in cui mi trovavo. Rimanemmo soli Gesù e io. Mi sedetti accanto alla mia cara sorella, facendo passare per un mal di testa quanto era accaduto dentro di me.