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Ripeto quanto già detto nel I° incontro del 16 gennaio 2014, riportando poi il contenuto del Capitolo II di Giona:

 

Padre Mario Scalici, missionario del Sacro Cuore, ci guida nella lettura di Giona (VIII secolo a.C.) un profeta ebreo, il protagonista dell'omonimo libro dell'Antico Testamento, formato da soli quattro capitoli, così che, per la sua brevità, il libro di Giona è stato inserito tra i cosiddetti profeti minori. Si tratta, più che della effettiva messa per iscritto della predicazione di un profeta - come avviene per Isaia, Geremia e per tutti gli altri profeti maggiori e minori - di una sorta di "racconto esemplare" come quelli di Tobia, Giuditta, catalogati invece tra i libri storici dell'Antico Testamento. Si pensa che sia stato scritto molto tempo dopo l'epoca a cui si riferisce, in ambiente postesilico.

 

In ciascuno dei quattro incontri verrà esaminato un capitolo di Giona. Per una migliore comprensione anticipo il contenuto dei quattro capitoli: 

Nel capitolo 1 il Signore comanda a Giona, figlio di Amittai, di andare a predicare a Ninive". Giona invece fugge a Tarsis su una nave che è investita da un temporale e rischia di colare a picco dalla violenza delle onde. Giona allora ritrova improvvisamente il proprio coraggio e svela ai compagni di viaggio che la colpa dell'ira divina è sua, poiché ha rifiutato di obbedire al Signore.

E così, nel capitolo 2 Giona è gettato in mare, ma un "grande pesce" (da nessuna parte è precisato che si tratti di una Balena") lo inghiotte. Dal ventre del pesce, dove rimane tre giorni e tre notti, Giona rivolge a Dio un'intensa preghiera, che ricorda uno dei "Salmi". Allora, dietro comando divino, il pesce vomita Giona sulla spiaggia.

Nel capitolo 3, Giona ottempera la sua missione e va a predicare ai niniviti. Questi, contro ogni aspettativa, gli credono, proclamano un digiuno, si vestono di sacco e Dio decide di risparmiare la città. Ma qui riemerge l'istinto ribelle di Giona: lui non è contento del perdono divino, voleva la punizione della città di Ninive. Deluso chiede a Dio di farlo morire.

Così, nel capitolo 4, si siede davanti alla città e attende gli eventi. Il Signore fa spuntare un "Ricino" sopra la sua testa per apportargli ombra ed egli se ne rallegra moltissimo. Ma all'alba del giorno dopo un verme rode il ricino che muore, il sole e il vento caldo flagellano nuovamente Giona, che invoca di nuovo la morte. Iddio allora gli spiega: se tu ti rattristi a morte per una pianta di ricino, a maggior ragione mi ero rattristato io per la possibile morte di innocenti fra cui centoventimila bambini e tanti animali.

 

Dalla Bibbia: Giona - Capitolo III


Predicazione a Ninive e conversione dei suoi abitanti

1Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: 2«Àlzati, va' a Ninive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». 3Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. 
Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. 4Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». 
5I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. 6Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. 7Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Ninive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. 8Uomini e animali si coprano di sacco, e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. 9Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!». 
10Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.