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Sabato 14 gennaio 2012: L’adorazione perpetua

 

Introduzione

 

Siamo qui davanti a Gesù Eucarestia per celebrare la Festa  della Sua  Presenza Reale  in questo luogo, dove da 110 anni è esposto di giorno e di notte per un’Adorazione incessante in questa piccola Ostia, segno visibile di questo Sacramento d’Amore.

Qui, dove ha scelto di porre la Sua tenda nel cuore della città di Firenze…per essere oasi di pace e di AMORE per tanti uomini e donne che in questi lunghi anni hanno sostato davanti a Lui per ricevere speranza e  consolazione sperimentando la tenerezza della Sua Misericordia.

Qui, ascoltato, amato, adorato, custodito da questa comunità di vergini  che da quel lontano 1902, grazie all’intuizione e al carisma della  Beata Bettina, si dedica a questa Presenza di giorno e di notte per il servizio dell’Adorazione, alternando nel tempo tante persone che si sono succedute per conservare intatto il Carisma della Beata.

E noi qui, oggi, vogliamo esprimere unanimi un “grazie” sincero dal profondo del cuore per la vita della Beata Teresa Maria della Croce,  che il Signore  ha chiamato ad essere Sua Sposa nell’ordine del Carmelo Teresiano e le ha chiesto di istituire l’Adorazione Eucaristica perpetua sfidando numerose  difficoltà. La sua vita, come quella di tutti i santi, è un capolavoro della Sua infinita Bellezza! Far sorgere un punto in cui  quotidianamente per trecentosessantacinque giorni all’anno si sosta di giorno e di notte in preghiera davanti a Lui significa anticipare qui in terra ciò che avviene in Cielo, dove le schiere degli Angeli e dei Santi, uniti in eterna esultanza cantano ad una sola voce la santità di Dio con la lode incessante alla S.S. Trinità. Significa pregustare un anticipo di Paradiso…

Per questo, all’inizio di questa giornata di ringraziamento e di lode  vogliamo soffermare la nostra attenzione sul Mistero grande di questa Presenza reale del Signore nascosta nel segno di una piccola ostia, offerta incessantemente al Padre come vittima d’amore per la nostra salvezza. E lo facciamo perché il Signore stesso parlando al cuore della B. Bettina le suggerì: “ la preghiera più efficace a riparare gli oltraggi che mi si fanno specialmente con la bestemmia  e per ottenere la conversione di tanti poveri ciechi, è quella di offrirmi continuamente Vittima Eucaristica al mio Divin Padre per tante iniquità”

Le riflessioni di questo tempo di preghiera si soffermeranno nella prima ora sull’ Adorazione Eucaristica come offerta incessante al Padre del  Sacrificio del Suo Corpo dato e del Suo Sangue versato per la Riconciliazione dell’uomo con Dio  per la nuova ed eterna Alleanza; nella seconda ora  la riflessione è sull’Eucarestia come il Sacramento dell’Amore offerto a noi come l’Unico  Pane di Vita che ci nutre e ci trasforma a Sua immagine.

 

 

Corpo dato e  Sangue versato  per la nostra Riconciliazione Ef. 2,13-18

Cantiamo insieme: SEI TU SIGNORE IL PANE

1° meditazione

Ascoltiamo

Dalla Lettera ai Colossesi 1, 15-24

“ Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura;  poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui.  Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose.
Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli” 

 

Contempliamo

Siamo davanti al Mistero grande dell’Eucarestia, che noi desideriamo contemplare adesso come il Segno eterno e vivente di quel sacrificio d’amore del Figlio offerto al Padre per la Riconciliazione dell’intera Creazione. Se il peccato della disubbidienza di Adamo  aveva scavato una voragine incolmabile fra Dio e l’uomo  deturpando l’immagine di Dio in lui, solo l’Amore sottomesso e obbediente del Figlio  poteva riparare quella ferita profonda  inflitta nel cuore  dell’intera Creazione. Amore obbediente  che scese dal Cielo sulla terra per inaugurare il tempo della  nuova creazione e   si fece  carne venendo  ad assumere la fragilità della nostra condizione umana  per condividere in tutto, tranne il peccato, la nostra natura di uomini. .Amore sottomesso e docile che  per ricongiungere la terra con il cielo volle sperimentare il dolore cupo dell’abbandono e scendere nell’abisso  del buio più profondo fino a raggiungere in  un annientamento totale del Suo Corpo, della Sua mente, del Suo Cuore, del Suo Spirito, il  baratro della solitudine e  della maledizione   per  restituire ad ognuno  la bellezza dell’identità perduta … Corpo offerto  in  sacrificio per tutti, Sangue versato per i nostri peccati per la “nuova ed eterna alleanza” fra la terra e il Cielo.

 

Riflettiamo

Ma per accogliere nell’oggi della storia il Mistero grande di questo dono d’Amore e rendere attuale l’opera della Sua Redenzione in noi,  è indispensabile compiere anche noi il percorso Pasquale seguendo le orme del Divino Maestro. Abbiamo bisogno di scendere dentro le ferite del nostro io, dentro la vita dei nostri fratelli, dentro la terra della nostra esistenza e possiamo farlo senza più timore lasciandoci condurre dalla mano del Signore. Di quanta frammentazione, dispersione, divisione è segnata la nostra vita! Quante tensioni, contrasti, diffidenze, sfiducie inquinano le nostre relazioni con il prossimo! Quante amarezze, nostalgie, rimpianti, condizionamenti impediscono di vivere in pienezza le ore dei nostri giorni. Abbiamo bisogno di pace e ci affanniamo  a cercarla nella moltiplicazioni degli impegni, degli incontri, delle cose!

Silenzio 5 minuti

 

Preghiamo

Signore Gesù, aiutaci a comprendere che l’unica via da percorrere è quella che ci conduce al cuore e ci fa raggiungere la verità più profonda di noi. Abbiamo paura di scoprire la nostra miseria, la nostra povertà, il nostro peccato, le nostre ferite e ci nascondiamo spesso dietro le maschere della presunzione e dell’evasione. Aiutaci a sostare in silenzio davanti al Tuo Corpo donato per amore, spogliato delle vesti  della dignità per permetterti di risanare anche le pieghe più oscure e nascoste delle nostre anime, quelle ferite sanguinanti che non osiamo chiamare per nome. Aiutaci ad entrare dentro alle piaghe dei nostri dolori, chiamandoli ciascuno per nome, senza cedere alle sterili tentazioni della sfiducia o a quella della fuga. Dacci la grazia della riconciliazione. Facci comprendere che non potremo mai portare la pace ai vicini o ai lontani se essa non comincerà nel nostro cuore, se non diverremo capaci di perdonarci. Secondo San Francesco d’Assisi “Nessuno può pronunciare la parola pace, se questa è assente dalla sua anima”. Guarisci le ferite dei nostri ricordi, affinché nulla di quanto ci é accaduto ci faccia rimanere nel dolore, nell’angustia, nella preoccupazione. Guarisci, Signore, tutte quelle ferite che, nella nostra vita, sono state causa di radici di peccato. Vogliamo perdonare tutte le persone che ci hanno offeso; guarda a quelle ferite interiori che ci rendono incapaci di perdonare!

Se permetteremo al Tuo Amore di abbracciare le nostre miserie, chinandoti sulle nostre lacerazioni per versarvi l’olio della consolazione e il vino della speranza avremo di nuovo il coraggio di ricominciare e la vita di ogni giorno sarà ancora una Festa perché amata dalla Tua Misericordia.

Cantiamo: Dona la Pace Signore a chi confida in Te.

SILENZIO 10 minuti

 

2° Meditazione

Ascoltiamo

Dalla Lettera agli Efesini

“Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito”

 

Contempliamo

L’apostolo Paolo ci pone davanti al sacrificio supremo della Croce come unico atto d’amore che ha annullato l’inimicizia riconciliando l’uomo in se stesso, con gli altri, con Dio. Il punto di convergenza delle due parti lontane (l’uomo e Dio) è stato il Corpo martoriato di Gesù. In Esso si è compiuto quel martirio d’amore che ha potuto ricostruire la comunione fra l’umanità e il Suo Creatore. Quasi come se l’amore folle di Gesù per il Padre e per l’uomo avesse trovato la giusta riparazione per tutto l’Amore non restituito a Dio in quel Cuore trafitto. L’inimicizia, nemica della comunione, Gesù l’ha distrutta nella Sua Carne  facendosi Lui inimicizia per Dio e per gli uomini.    Allora, guardando a Lui comprendiamo che la sola logica che ha guidato il Suo Cuore sia stata quella di un amore misericordioso sovrabbondante, senza misura, intento unicamente a riparare tutto  il male compiuto pagando fino in fondo e fino all’ultimo istante  il prezzo del nostro riscatto.

Riflettiamo

La riconciliazione diventa quindi  l’obbligo di ogni giorno:  con noi stessi, con gli altri, con il creato.  Ma non ci può essere armonia interiore ne’ pace con Dio e con la terra, mentre esistono dissonanze con i fratelli, mentre fluisce la malevolenza. “La malevolenza” diceva San Francesco “è maledetta cloaca sotterranea che avvelena e sporca le fonti profonde della vita. La benevolenza, al contrario, è una corrente misteriosa simile a un sacramento invisibile che purifica le sorgenti e semina di onde armoniche gli spazi fraterni.”
Alla luce del Mistero grande di Gesù che per restituire l’uomo all’uomo, l’uomo agli uomini e l’uomo a Dio non ha esitato a pagare tutto fino al prezzo supremo della vita non possiamo più cercare le ragioni delle nostre o altrui distanze. Le Sue parole sono chiare a questo proposito. “perdona fino a sette volte sette” cioè perdona all’infinito, perchè infinita è la misura della Misericordia  e ancora “ se ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lasca lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con lui”. Allora non conta più da quale parte sta la ragione, l’unica cosa che conta è impiegare ogni energia per ricostruire l’unità infranta, anche quando il male ricevuto è grande e il fratello diventa un nemico. Perché l’amore è l’unica forza capace di abbattere i muri, di aprire la porta dei cuori più chiusi, di vincere tutte le resistenze. E non esiste nemico in questo mondo che resista a lungo alla bontà e all’amore. Non c’è odio che non possa essere neutralizzato dalla forza dell’amore. Eppure troppo spesso le nostre relazioni  sono segnate da incomprensioni, da diffidenze, da sopraffazioni e si alzano i muri delle ostilità anche dentro le pareti della stessa casa. Quante volte l’errore del fratello ci è d’inciampo e non siamo disposti a restituirgli fiducia e perdono!

Silenzio 5 minuti

Preghiamo

Signore Gesù, la nostra debolezza è troppo grande e davanti ad ogni avversità e torto subiti fatichiamo a restituire la fiducia e il perdono, indispensabili per la rigenerazione della relazione infranta. Aiutaci a comprendere che non dobbiamo mai disgiungere la verità alla misericordia in modo da biasimare il peccato nostro e altrui, ma avere parole e gesti di accoglienza per coloro che hanno sbagliato. Facci guardare a Te, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto per assumere in noi gli stessi tuoi sentimenti di compassione profonda, nella consapevolezza che ognuno è da Te amato così com’è nel qui e ora della vita. Innamoraci di Te e tutto sarà facile. Perché da quel momento guarderemo al fratello attraverso il Tuo stesso sguardo d’Amore e sapremo scorgere con Te quella Bellezza profonda impressa nella sua anima, anche quando appare solo la bruttura del peccato. Dacci come Te la passione del restauro, perché anche noi possiamo partecipare all’opera della Tua Redenzione con le parole, con le opere, con la preghiera, con il sacrificio. E se l’amore per Te crescerà saremo anche capaci di supplire noi ai vuoti più o meni grandi dei nostri fratelli, perché  ognuno torni ad essere di nuovo trasparenza della Tua Bellezza e il Padre possa riconoscere in noi gli stessi lineamenti del Tuo Volto.

 

Preghiamo insieme: Signore, fa’ di noi degli strumenti della Tua Pace

 

Oh Signore, fa di me uno strumento della tua pace
dove è odio, fa che io porti l'amore


dove è offesa, che io porti il perdono,
dove è discordia, che io porti l'unione,


dove è dubbio, che io porti la fede,
dove è errore, che io porti la verità,


dove è disperazione, che io porti la speranza,
dove è tristezza, che io porti la gioia,
dove sono le tenebre, che io porti la luce.


Maestro, fa che io non cerchi tanto
di essere consolato, quanto di consolare,


di essere compreso, quanto di comprendere,
di essere amato, quanto di amare.


Perchè è dando, che si riceve,
perdonando, che si è perdonati,
morendo, che si resuscita a vita eterna.

Cantiamo: Dona la Pace Signore a chi confida in Te.

SILENZIO 10 minuti

 

3° Meditazione

Ascoltiamo

Dalla Lettera ai Corinzi, 2,14-20

Poiché l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti.    

Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro.

Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.;

 

Contempliamo

Di nuovo l’apostolo Paolo ci presenta la morte di Gesù come la via della nostra liberazione profonda dal male e da essa la condizione della vita nuova in Lui. Se Lui è morto per noi  da allora l’uomo può vivere solo per Lui, perché con la sua morte Egli ha estirpato la radice del peccato che è dato dall’egoismo. La vita nuova inaugurata dalla nuova Creazione nata dal Mistero Pasquale rende l’uomo libero nella misura in cui accoglie il dono della salvezza e inizia a vivere un’esistenza con occhi e cuore rinnovati. Da quel momento egli non vivrà più per se stesso ma per Colui che lo ha liberato morendo sulla Croce per lui. E convertendo tutta l’esistenza a Lui, facendosi condurre dal Suo Amore Misericordioso potrà finalmente riconciliarsi con Dio sperimentando la gioia dell’abbraccio del ritorno a casa.

 

Riflettiamo

Ed infine la riconciliazione con il Padre. Come avremmo potuto volgere lo sguardo al Cielo, data l’infinita distanza della nostra condizione di peccatori dall’infinita Grazia di Dio che si manifesta nella Sua Gloria? Come avremmo potuto immaginare la tenerezza della Sua Misericordia senza l’opera della mediazione del Figlio? Se l’amore sacrificato di Gesù per noi ci stupisce e ci incanta non di meno l’amore del Padre che per la nostra salvezza non esitò a sacrificare il Suo Figlio diletto per volerci riconoscere tutti figli Suoi in Lui. Da Lui rigenerati, lavati e purificati con il Sangue dell’Agnello  per poterci trovare al Suo cospetto “santi e immacolati nell’amore. Allora la santità non è un optional della nostra vita spirituale, non è una meta riservata a pochi privilegiati, ma il destino comune ad  ogni uomo. E non dobbiamo pensarla come una meta irraggiungibile .La santità è’ il destino tuo, mio, nostro, attraverso le umili e comuni circostanze della vita quotidiana, intessuta spesso di fragilità, contraddizioni, tribolazioni, contrarietà, incomprensioni. In uno scritto di S. Teresa di G. B. ella diceva a riguardo dei santi: “ Credo che i Santi hanno una gran compassione delle nostre debolezze. Loro ricordano che essendo stati come noi fragili e mortali, hanno commesso gli stessi errori, sostenuto le stesse lotte, e perciò la loro comprensione fraterna sarà ancor più grande di quando vivevano qui sulla terra. E quindi per questo che non finiranno mai di proteggerci e di pregare per noi... (Lettera 263).

E’ proprio lì, nelle trame oscure e nascoste dell’esistenza che possiamo permettere al Salvatore di renderci “conformi” alla Sua immagine perché anche in noi sia glorificato il Padre.

 

Silenzio 5 minuti

 

Preghiamo

Signore Gesù, aiutaci a comprendere che l’unico vero sforzo che dobbiamo compiere è quello di lasciarci raggiungere e afferrare da Te, arrendendosi una volta per tutte al Tuo Amore misericordioso. Se faremo questo diverrai Tu la nostra riconciliazione ed ogni pacificazione con noi stessi, con gli altri e con Dio altro non sarà che l’azione Tua in noi. Dacci la Grazia dell’abbandono, perché nessun frammento della vita più ci appartenga, ma anche la più piccola briciola della nostra esistenza da Te trovi la sua origine e in Te il suo compimento. Facci navigare nel mare di questo abbandono lasciando a Te il timone della nostra vita perché anche in mezzo alle acque agitate e burrascose noi non dubitiamo mai che la Tua mano ci condurrà al porto sicuro. Anche quando il cielo cupo e la nebbia fitta ci impediscono di vedere sia la riva lasciata che la terra in cui approdare  e tutt’intorno regna solo il silenzio. Anche allora facci dormire sonni tranquilli, come fanno i bambini nella braccia tenere e forti della mamma nella certa speranza che al risveglio Tu ci avrai condotto nel luogo della nostra felicità. Perché tutto quello che ci accade, nel bene e nel male è per imparare a restituire amore al Tuo amore nell’attesa del giorno senza tramonto in cui contempleremo per sempre lo splendore del Tuo Volto a lode e gloria della S.S. Trinità. Nella speranza che saremo anche noi  santi fra i Santi.

 

4° meditazione

Ascoltiamo

Dalla Lettera ai Romani 8,28-39

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli;
quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.
Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica.
Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

 

Contempliamo

Siamo davanti ad una delle pagine più belle della Scrittura, in cui l’apostolo con tono appassionato canta l’Amore di Dio per ognuno di noi. Amore che dall’eternità ci ha scelti, pensati, voluti, amati predestinandoci ad essere “conformi all’immagine del Suo Figlio”. E qui non ci sono più dubbi. L’amore del Padre per noi è da sempre e per sempre ed è un amore che non conosce frontiere, non si arresta al limite della nostra natura, non ama a condizione, ma si dona largamente e totalmente con una fedeltà che non viene meno, che ci rinnova e rigenera perché la comunione con Lui sia sempre più forte, sempre più piena, sempre più eterna. Allora nessuna condizione sfavorevole dell’esistenza può dirsi esclusa da quest’abbraccio misericordioso, perché se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? E nessuna condizione di sofferenza interiore ed esteriore può essere causa di distanza e separazione da Lui, se Gesù ha donato la Sua vita per colmare tutti gli abissi di lontananza. Ormai la comunione d’Amore con Dio è assicurata, perché l’offerta del Suo sacrificio ripaga e ripara in ogni ora l’Amore non amato.

 

Preghiamo

Signore Gesù è con stupore e tremore che ci accostiamo adesso a Te. Permettici di tacere alla Tua Presenza. Abbiamo capito che per rinnovare nel tempo il miracolo di questa riconciliazione hai inventato questo stupendo sacramento del Tuo amore. Non ti è bastata quell’ora sul Calvario… hai voluto restare con noi e fra noi in questa piccola ostia per inventare un altro indicibile prodigio: divenire pane ed essere mangiato per coinvolgerci nel profondo del nostro essere in quest’avventura d’amore. Farti uno con noi e noi farci uno con Te in un abbraccio sponsale che ci fa pregustare il Paradiso.

Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.  Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

La comunione con il Tuo Corpo e con il Tuo Sangue Signore ci fa essere una cosa sola con Te e fra noi entrando nel Mistero della Tua  comunione trinitaria. Allora non abbiamo altra via se non quella di accogliere e vivere l’amore  Tuo in noi e fra noi .

E qui sta la sorpresa finale, inaudita, insperata. Non solo offri perennemente al Padre il Tuo sacrificio d’amore ma in quest’offerta hai voluto fosse presente anche l’offerta mia, sua, tua, di tutti noi. Ad ogni comunione con Te ci fai trasformare in  Te ostia viva per offrirci con Te al Padre per la salvezza del mondo.

 

Grazie Signore della Tua Presenza Eucaristica in tutti i tabernacoli del mondo e grazie oggi in modo speciale per il Tuo permanere qui, esposto, da 110 anni. Esposto alla lode, all’intercessione, all’adorazione, al ringraziamento di tanti fratelli… Esposto, perché incessantemente offerto al Padre per noi e con noi. Gesù Eucarestia… mistero di comunione e di sacrificio… facci diventare con Te, calice del Tuo Amore Misericordioso. Nessun frammento di noi resti fuori dal calice della salvezza, nessun istante di vita, ma tutto sia offerto con Te al Padre per la salvezza dei fratelli a lode della Trinità.

Amen.

 

Cantiamo: Misericordias Domini in eternum cantabo

Silenzio 10 minuti

 

Litanie alla Eucarestia

Ripetiamo insieme. Noi t’adoriamo

 

Canto finale: Pane di vita nuova