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da: RomaSette

 

In diocesi: Parte la causa per padre Candido Amantini
 

Aperta in Vicariato la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del sacerdote passionista, che fu direttore spirituale ed esorcista alla Scala Santa di Claudio Tanturri

«È un sacerdote secondo il cuore di Dio». Così ebbe a dire San Pio da Pietrelcina di padre Candido dell’Immacolata Amantini, il noto esorcista della Scala Santa per il quale venerdì 13 luglio si è aperto il processo di beatificazione e canonizzazione. A presiedere la cerimonia, nell’Aula della Conciliazione in Vicariato, il vicario giudiziale monsignor Gianfranco Bella; insieme a lui i membri del Tribunale ordinario della diocesi di Roma, che istruiranno l’inchiesta sulla vita, le virtù e la fama di santità del sacerdote professo della congregazione della Passione di Gesù Cristo (Passionisti), con il postulatore Paolo Vilotta, che ha tenuto il giuramento di rito. Tra i presenti, il superiore generale dei Passionisti, padre Ottaviano D’Egidio, e il provinciale, padre Fiorenzo Bordo. Ma anche molti fedeli e rappresentanti di altre congregazioni religiose, come il paolino padre Gabriele Amorth, discepolo di padre Candido nel ministero di esorcista, e padre Sebastian Vazhakala, fondatore e superiore generale dei Missionari della Carità (il ramo maschile contemplativo della congregazione fondata dalla beata madre Teresa di Calcutta). 

Eraldo Amantini, questo il suo nome di battesimo, nacque a Bagnolo, in provincia di Grosseto, il 31 gennaio 1914. Fin da piccolo manifestò un vivo interesse per la vita della Chiesa, tant’è che durante una missione popolare dei padri Passionisti nel suo paese rimase affascinato dal carisma di questa congregazione religiosa e decise che un giorno ne avrebbe fatto parte. Così, all’età di dodici anni, entrò nel Seminario minore dei Passionisti a Nettuno e, tre anni dopo, il 9 ottobre 1929, nel Ritiro di San Giuseppe sul Monte Argentario, iniziò l’anno di noviziato. Al termine di questo periodo di formazione, durante il quale ebbe come maestro il servo di Dio padre Nazareno Santolini, Eraldo fu ammesso alla professione religiosa il 24 ottobre 1930, prendendo il nome di padre Candido dell’Immacolata. 

Ordinato sacerdote il 13 marzo 1937, fu inviato a Roma per frequentare il Pontificio Istituto Biblico, e contemporaneamente iniziò a insegnare Sacra Scrittura nel seminario di Tavernuzze, presso Firenze. «Aveva una grande capacità di apprendere e già conosceva molto bene il greco, l’ebraico, il tedesco e il sanscrito». Fu docente di Sacra Scrittura ed ebraico in diversi studentati della congregazione e nel 1947 fu mandato a Roma presso il convento dei Santi Giovanni e Paolo per insegnare allo Studio Internazionale dei Passionisti. Ma nel maggio del 1961 dovette sospendere questa attività per gravi problemi di salute. Trasferito al convento della Scala Santa, il suo primo impegno pastorale fu quello di confessore. «La sua profonda conoscenza delle Sacre Scritture, nonché la sua straordinaria fede - ha spiegato monsignor Gianfranco Bella - fecero di lui un ricercato direttore spirituale, diventato per tanti un punto di riferimento. Il suo amore per il prossimo - ha aggiunto - fu caratterizzato dalla pazienza verso le persone che a lui ricorrevano, senza mai rifiutarsi di ricevere o ascoltare qualcuno. Fin dalle tre di notte, in molti si accalcavano davanti la porta della Scala Santa per poter essere ricevuti nella mattinata, e lui, dopo la Messa, accoglieva tutti coloro che desideravano parlargli o volevano una semplice benedizione». 

Spinto dalla volontà di fare del bene ai sofferenti e di seguire spiritualmente la loro anima, sotto la guida del suo confratello padre Alessandro Coletti, un esorcista della diocesi di Arezzo, che lo aveva seguito e affiancato saltuariamente negli anni di insegnamento, padre Candido fece le prime esperienze di preghiere di liberazione dal maligno e di esorcismo. «Essendo un sacerdote dotato di pietà, scienza, prudenza e integrità di vita - ha continuato monsignor Bella -, nel 1962-1963 ebbe dall’ordinario la licenza di essere esorcista per la diocesi di Roma». In questo suo nuovo ministero, che ben presto lo rese popolare non solo nella Capitale ma anche in Italia e all’estero, il servo di Dio era solito dedicare molte ore della giornata alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento e particolarmente intense furono le sue celebrazioni liturgiche. Allo stesso tempo era molto devoto della Madonna, sulla quale scrisse anche un libro intitolato «Il Mistero di Maria». Gli ultimi anni della sua vita furono segnati dalla malattia, affrontata con serenità e docilità alla volontà di Dio fino alla morte, sopraggiunta nella notte del 22 settembre 1992 proprio alla Scala Santa. Ai suoi funerali parteciparono tantissimi fedeli e sacerdoti. Dal 21 marzo scorso i suoi resti mortali riposano nella Cappella del Crocifisso della Scala Santa.

16 luglio 2012