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Pagg. 54-59 del libretto "GEMMA SPOSA DI GESU', SPOSO DI SANGUE". (NB: ho messo in grassetto le parti principali, che però non lo sono nell'originale)

Mentre sto avviando alle stampe questo mio pic­colo, ma importante lavoro, mi giunge l’eco che, ai primi del prossimo mese, giungerà, dalla Spagna, Madrid, a Lucca, l’insigne reliquia del “Cuore” di santa Gemma. L’eccezionale avvenimento mi co­stringe a non deporre la penna, se non altro per spiegare ai miei pochissimi lettori, come mai il cuo­re di Gemma stia a Madrid. Lo diciamo subito.

Il reliquiario in argento contenente il cuore raffigura Gemma in piedi; all’altezza del petto un’apertura a forma di cuore lascia intravedere i resti fibrosi ed oscuri del muscolo cardiaco, anche se in parte spezzati o quasi sbriciolati (pensiamo che ha 100 anni!!).  

Sicuramente il tuo cuore infiammato d’amore raccoglie, anche ora nel tuo reliquario, tutte le nostre preghiere e si commuove di fronte alle nostre necessità. Grazie per pregare per ognuno di noi: sicuramente tanti benefici il Signore ci avrà concesso per merito tuo!

 

CUORE DI GEMMA


Gemma è morta l’11 aprile del 1903, sabato santo, alle ore 13,45.
Padre Germano, non era presente, né alla mor­te, né al funerale. Viene dopo alcuni giorni e “ot­tiene il permesso dall’autorità di fare l’autopsia - 23 aprile - per vedere se vi erano segni speciali in quel cuore che era stato oggetto di tante meraviglie” (BB 222).
Scrive padre Germano: “il cadavere fu trovato sano... ma non senza segni d’incipiente decompo­sizione ... Il cuore invece apparve fresco, vegeto, flessibile, rubicondo e tutto pieno di sangue, non al­trimenti che se fosse vivo; il che fece grandemente meravigliare quei tecnici dell’autopsia (B 338). Erano infatti presenti i dottori Nerici e Tadini, il Cav. Matteo Giannini, il figlio Giuseppe, avvocato, due suore barbantini e l’operatore Angelo Grotta” (BB 222).
Continua padre Germano: “la forma però...con­tro il tipo naturale, era assai schiacciato sulle due facce, e fortemente dilatato da ambo i lati in guisa che pareva più largo che alto” (B ib.). Erano già tra­scorsi tredici giorni.


Ed ecco il prodigio o il segno che forse si cerca­va. Scrive ancora padre Germano: “quale non fu poi la meraviglia, allorché, aperto, fu trovato che il sangue contenuto in ambedue i ventricoli e le orecchiette era ancor vivo e rosseggiante, e scorse fluidissimo ad inondare il marmo su cui operavasi?" (B 338). (NB il sangue cadde anche a terra.  E' risaputo che, subito dopo la morte, tutto il sangue contenuto nel cuore ne esce; oppure, se il raffreddamento è rapido si coagula e perde il suo colore).

E viene in mente ciò che ha scritto l'evangelista Giovanni di Gesù dopo morto: “ Ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv. 19.34).
Abbiamo già detto più volte, qui e altrove. che Gemma ha avuto in sé tutti i segni della passione di Gesù. Mancava questo. Ed allora caro padre Germano, non “fu errore, sventura che dal ferro di mano profana si facesse tagliare quel cuore”. Ma come tu aggiungi subito: “Ma Dio permise che ciò accadesse per manifestarci un prodigio, il quale al­trimenti sarebbe passato inosservato” (B 339). È l’ultimo prodigio che ci ha riservato quel cuore che ha tanto amato il suo Signore, che ha bruciato d’a­more per Lui ed anche per noi, suoi fratelli, pecca­tori.

Il cuore di Gemma è dunque a Madrid dal 1982. Esso infatti, che si conservava in un reliquia­rio d’argento nella casa generalizia dei passionisti (Roma), fu richiesta dalle provincie passioniste spa­gnole per la grande devozione che gli spagnoli han­no per santa Gemma. Fu portata quindi a Madrid nel Santuario a Lei dedicato.
A Lucca invece è tutto il resto del corpo della Santa, conservato in una artistica urna di bronzo eseguita dallo scultore Francesco Nagni da Viterbo, nel santuario a lei dedicato in Lucca.

L’artista ha trasfuso l’avvenenza di Gemma, nel­la maestosa rigidità della morte.
Il Santuario inglobato nel Monastero che lo cir­conda, quasi abbraccio affettuoso delle claustrali passioniste al Prigioniero eucaristico, è stato pro­gettato dall’architetto Italo Baccelli di Lucca.
I lavori, iniziati nel 1935, furono interrotti a cau­sa della guerra. Ripresi, furono portati a termine nel 1965, con la costruzione della cupola, dell’architet­to Adriano Marabini di Bologna.


GEMMA PATRONA


Santa Gemma è stata proclamata patrona: delle collaboratrici domestiche, dei farmacisti, dei para­cadutisti, della lega contro la bestemmia.


Collaboratrici domestiche. Gemma era di famiglia benestante. Il suo papà, Enrico, era farmacista. Morta la mamma, poi il papà, Gemma fu accol­ta, non certamente come domestica, ma come ospite, anzi come figlia e, più tardi, conosciute le sue virtù, la sua santità, come dono del Signore, dalla famiglia Giannini.

Dei farmacisti. Benché figlia e sorella di farmacisti (anche il fratello Guido era farmacista),e farmacista anche il capo della famiglia ospitante, il Cav. Matteo Giannini, lei non lavorò mai in farmacia. Tuttavia i farmacisti l'anno scelta come loro patrona.

Dei paracadutisti. Anche loro, librati nei cieli azzurri, hanno guardato a Gemma, che nelle sue estasi, dalla terra s'innalzava al Cielo e l’hanno voluta protettrice nelle loro ardue missioni, in soccorso di tanti loro fratelli in difficoltà.

Della lega contro la bestemmia. Più volte infatti, Gemma, nell’ascolto di una semplice bestemmia, è svenuta, e ha pianto lacrime di sangue, e non figurative.

 


La Gemma di Dio. Diario ed estasi di Santa Gemma Galgani. Regia di Fausto Demartis (2007)


 

A completamento di quanto racconta padre Alfredo, dal sito www.passionisti.org:

Nell'ottobre 1909 si ebbe una seconda, breve ricognizione delle spoglie di Gemma, in occasione della loro traslazione dalla tomba primitiva in un «fornetto» in posto particolare, sotto gli archi superiori del cimitero. Era presente Guido Galgani, fratello maggiore di Gemma, che volle si aprisse la cassa e vide che intorno al cadavere vi erano ancora i fiori messi quando morì, freschi, come posti di recente (dai Processi: deposizione di zia Elisa). Erano pure presenti il padre Germano, e l'avv. Giuseppe Giannini che poterono vedere la scatola di cartone contenente il cuore. È su questa nuova sepoltura di Gemma che venne posto il piccolo monumento che si può vedere nella sala dei ricordi presso il santuario. L'epigrafe latina è di padre Germano.
Nel 1923 avvenne la terza ricognizione presso il monastero delle Passioniste. Il 5 settembre, presenti l'arcivescovo di Lucca, con monsignor Volpi e altre personalità, inoltre membri della famiglia Giannini e la zia di Gemma, Elisa Galgani; il postulatore generale dei Passionisti ed altri religiosi anche in rappresentanza del Superiore Generale; i medici dott. Pietro Pfanner e il dott. Del Prete, si procedette alla ricognizione. Sopra lo scheletro ben conservato, si trovò la scatola di cartone, sfatta, ma nell'interno vi erano i resti del cuore, in massa compatta, indurita, scura e fibrosa.
In seguito, concessi i resti del cuore insieme ad altre reliquie ai Passionisti, vennero da essi posti in un reliquiario a forma di cuore, in cristallo, e custoditi presso la loro Postulazione Generale sita nella casa generalizia dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio in Roma.

La preziosa reliquia veniva mostrata, anche se raramente, a persone che desideravano vederla e venerarla.
Nel 1953, al termine delle celebrazioni per il 50° anniversario della morte di Santa Gemma, il cuore di Gemma sostò alcuni giorni in santuario a Lucca e venne poi portato dal Postulatore Generale della congregazione passionista in Spagna per una «peregrinatio», data la grande devozione degli spagnoli verso santa Gemma. L’insigne reliquia fu poi riportata al Celio.
Nel 1978, durante le celebrazioni del 1° Centenario della nascita di Gemma, la reliquia del cuore fu posta in un nuovo reliquiario in argento che raffigura Gemma in piedi; all'altezza del petto un’apertura a forma di cuore lascia intravedere i resti fibrosi e oscuri del muscolo cardiaco, anche se in parte spezzati o quasi sbriciolati. Si tratta del reliquiario attuale.
Portato a Lappano (Cosenza), paese in cui avvennero i due miracoli richiesti per la Canonizzazione di Gemma, vi rimase per più giorni tra quella popolazione che li visse in preghiera e con celebrazioni animate dai Padri Passionisti. Riportata a Roma, nel 1982-83, su richiesta delle province passioniste iberiche, il superiore dei Passionisti concesse la preziosa reliquia al santuario dedicato al suo nome in Madrid, nel quale è oggetto di venerazione per i numerosissimi fedeli che, specialmente nei giorni 13-14 di ogni mese accorrono per partecipare all’Eucaristia e al sacramento della Riconciliazione.
L’1 marzo scorso, una delegazione del Comitato «Pro-Centenario» si è recata a Madrid per prelevare la reliquia del cuore e riportarla in Italia al fine di farla peregrinare nelle varie diocesi.
Come per tutte le iniziative riguardanti il culto di Santa Gemma, il viaggio sembrava alquanto complicato; infatti sorsero subito delle difficoltà sull’eccessivo volume della custodia destinata al trasporto della reliquia da noi richiesta. Ma ancora una volta l’intervento prodigioso della Santa ha dissolto tutti gli impedimenti umani, suscitando l’interesse degli ufficiali di bordo.
Giunti in Spagna, fu grande la sorpresa nella calorosa accoglienza non solo dei nostri Padri Passionisti, ma anche di tutto il popolo che ama, in maniera particolare, questa nostra Santa.
Quante volte il cuore di Gemma ha ricevuto Gesù eucarestia, quante volte è stato tempio scelto da Dio per rendergli amore per Amore, in riparazione alle offese e alle indifferenze con cui spesso veniva ripagato. In quel cuore, insieme al sangue di Gemma, è scorso anche il Sangue di Cristo, linfa vitale per tutto il popolo cristiano. Ed ora, i prodigi che il cuore della mistica lucchese compie in questa terra che lo ospita, non dovrebbero sorprenderci, perché è Cristo che rinnova la sua presenza tra coloro che con fede semplice, con purezza di cuore e con speranza certa si accostano a santa Gemma per chiedere sia grazie materiali, ma soprattutto spirituali.
Durante il viaggio di ritorno trovarono le stesse complicazioni, gli stessi «no!» al Check-in in aeroporto, ma anche la stessa benevolenza da parte degli ufficiali di bordo che presero fra i loro oggetti personali l’insigne reliquia facendo così viaggiare santa Gemma nella cabina di pilotaggio, accanto allo stesso pilota.
Mons. Tardelli, segretario del nostro Arcivescovo e membro della suddetta delegazione, pensava di svolgere una cerimonia d’arrivo a livello privato, con la partecipazione delle monache Passioniste, custodi del Santuario e con i fedeli che regolarmente lo frequentano. Ma quando la reliquia arrivò, trovò il Santuario gremito di gente accorsa proprio per rendere omaggio al cuore di colei che fu in terra la «Sposa di Sangue» di Gesù crocifisso. Molti restarono in piedi e la folla si accalcò all’ingresso pur di vedere, toccare e baciare il cuore di Gemma.

La Reliquia del cuore a cura delle Monache Passioniste di Lucca (21 aprile 2003)

Quando il cuore entrò, posto in una portantina retta da quattro giovanissime devote della Santa, una pioggia di volantini con sopra un piccolo cuore e un pensiero di Santa Gemma, scese dalla cupola del Santuario, inondando di colore la folla dei fedeli, mentre le campane suonavano a festa come nel giorno di Pasqua.
Si celebrò l’Eucarestia, presieduta da Mons. Tardelli, il quale ci comunicò fraternamente il suo stupore per come il cuore di Gemma, emblema dell’amore, attirasse a sé, folle innumerevoli di gente, accorse unicamente per pregare o impetrare una grazia alla Santa.
Il prodigio della Spagna si è ripetuto a Lucca; le porte del Santuario sono rimaste aperte per due giorni interi e, durante le ore più impensate, si è potuto assistere a scene di pietà molto suggestive e commoventi; ci sono stati giovani che hanno trascorso lunghi momenti di preghiera in ginocchio, davanti alla reliquia; continuamente venivano intonati il santo Rosario, le litanie della Passione, e preghiere a Gesù Crocifisso che richiamassero la spiritualità dell’amore oblativo che Gemma ha voluto ripresentare al mondo, rivivendola lei stessa nella sua carne.
Nell’altarino preparato appositamente per l’esposizione della reliquia, è stato posto un grande cuore, con la scritta: «Anima mia, Gesù solo, Gesù solo, Gesù solo!». Questa frase di santa Gemma, racchiude in sé tutto il suo messaggio: vivere sola con Gesù solo, e in Gesù, con Gesù e per Gesù, amare l’intera umanità.
Gemma aveva capito bene che «nel suo cuore si sarebbe dovuta costruire una tenda d’amore in cui far entrare solo Gesù», e da quella tenda «le fiamme del Cuore di Gesù avrebbero infiammato il suo, la tenerezza del Cuore di Gesù avrebbe reso sensibile il suo». «Io vorrei, che il mio cuore non palpitasse, non vivesse, non sospirasse che per Gesù…» le si sentiva esclamare durante le estasi, e ancora «O cuore, cuore mio, perché non ti accendi tutto, perché non ti consumi tutto nelle fiamme di Gesù?». Il Signore ha preso in parola gli ardenti desideri di questa giovane donna, che non ha fatto altro nella sua vita che amarlo, e l’ha esaudita in poco tempo.
Ora le eco di quest’amore risuonano nei resti mortali del suo cuore, facendo desiderare, a coloro che si accostano, un po’ della sua purezza, della sua semplicità e della confidenza con cui sapeva trattare con Dio. È ormai dal 4 marzo che il cuore di Gemma fa il giro delle varie parrocchie, e tutti i sacerdoti concordemente hanno telefonato al nostro monastero esprimendo la loro gratitudine alla Santa per il bene che la sua presenza ha operato. Lucca, Pisa, Pistoia, La Spezia, Viareggio, Como, Asti, Torino, Monza, Bologna, Massa, gridano all’unisono «Grazie di cuore, santa Gemma! rimani con noi!».
Ma le grazie sembra non vogliano concludersi. Il prossimo 23 aprile, la reliquia del cuore, accompagnata da un pellegrinaggio di lucchesi, si recherà a Roma per un’udienza papale e starà accanto al Santo Padre per tutta la durata dell’incontro. Continuerà poi la sua «peregrinatio» fino al 3 maggio prossimo, quando un pellegrinaggio di spagnoli riporterà l’insigne reliquia nel Santuario «Santa Gema» a Madrid.
Abbiamo voluto riportare in anteprima quest’evento storico del trionfo di santa Gemma nelle varie diocesi italiane, ma gli eventi del centenario verranno tutti pubblicati in un numero unico del nostro mensile, verso la fine di quest’anno di grazia.